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 Giovanni Iovene
Inserito il 22 giugno 2003 alle 18:55:05 da admin.

Biografia

Da giovane età si cimenta nel disegno e nella pittura; a soli sette anni viene premiato per un piccolo quadro ad olio in un concorso per talenti in erba e successivamente inizia ad esprimersi come ritrattista sotto la guida maestra dell’accademico Prof. Vittorio Meschini.
Frequenta l’accademia Pietro Vannucci ed un corso di restauro.
Iovene, affermatosi nella città di Mantova come pittore, pur effettuando una costante "ricerca" nella grafica e nella pittura eseguendo degli interessantissimi prototipi, ha nella sua anima un motivo ispiratore teso a mettere in evidenza luce interiore, pensiero e velato stupore, idiosincrasia verso l'ambiguità e caos che spesso è intorno a noi.
E' ricorrente nelle opere di Iovene la ricerca nel reale, rendendo comunque, attraverso la luce, una visione spesso irreale dei soggetti interpretati.
Iovene fissa il colore cristallizzando meraviglia,stupore, pensiero comunicazione, messaggio, concetto, spiritualità, fede.
Le sue opere sono presenti in collezioni private in Italia ed all'estero.



Le opere dell'artista



Il sito web dell'artista


email ioveneg@alice.it


“La natura continua a meravigliare senza imporre e senza ingannare, l'uomo seguita a sorprendersi dell'infinitamente grande”.

Iovene esprime “Una fusione geniale di particolari veristici entro cui l’interpretazione libera una struttura visiva più densa ed un senso di viva emozione".
Alcuni quadri del nostro pittore, fanno parte di una serie chiamata l’URLO e reiterano concettualmente IL GRIDO del più famoso Munch, anch’esso rappresentato in più opere. L’Urlo disperato di un cieco verso una società che non vede e non ascolta . Al “ Grido” che si allontana dalla tradizione con colori sgraziati che spingono verso l’abisso dell’ignoto, L’URLO rappresenta le oscure esplosioni di un dolore latente, ma sempre presente nell’essere umano. In questa realtà esistenziale, il dolore quindi si sdoppia in vari livelli: fisico, emotivo, spirituale. Livelli sempre più sottili ma sempre più potenti. Un “urlo” dunque silenzioso ma molto più forte dello stesso rumore.
Un rumore-suono che esprime vari tipi di emozioni. Pertanto, il prof. Felice Rubinaccio lo definisce un artista "Ricco di umanità, cresciuto nella dolcezza del paesaggio umbro, profondamente intimista, si è avvicinato alla pittura per un insostituibile bisogno di comunicazione.Soffuso di malinconia il suo sguardo sugli oggetti e sulla natura, con un tocco pittorico leggero ma più spesso, fermo ed incisivo. Non compiacenza stilistica, non maniera ne facile sperimentalismo avanguardistico trovi nel suo discorso pittorico, ma essenzialità naturalistica geniale e nuova: paesaggio familiare il suo, e pure profondamente poeticizzato da un dialogo affascinante e nativo."
La “poesia pittorica” di Giovanni Iovene è quindi ben riassunta dal poeta e critico Luciano Pellegrini che dice: "La creatività di Giovanni Iovene pare esprimersi in una pittura malinconica, dove l'essenzialità si esalta con tocchi leggeri ed incisivi. L'artista vede una natura discreta, ferma ma che continua a stupire ed incantare. Ecco allora che l'essere umano, al suo cospetto, si meraviglia, si stupisce ancora dell'infinito, Perciò, in Giovanni Iovene, i paesaggi, le cose, le figure vengono sprigionate da frequenze d’arte intimistica. Vi si nota un qualcosa d'indefinito e di incompiuto che porta ad oltrepassare il perimetro del dipinto, dei colori e delle immagini. I protagonisti, non sono solo l'artista e il quadro, ma diventano così anche coloro che osservano. Ognuno intuisce pertanto un frammento di questo mosaico che sfocia in un dialogo denso e che trasfigura realtà ed emozioni, I momenti di dolore, gioia, ansia, vengono scanditi con un continuo interrogativo, poeticamente ed umanamente irrisolto, in una pittura dove l'indistinto appare nei tratti visivi con un susseguirsi di scambi vibranti ed incisivi. Qui, l’interiore e l’esteriore si amalgamano in un presente che racconta, in cui la luce, che si manifesta nei colori, si fa interprete ora di realismo, ora di misticismo, ora di commossa poeticità. Quella poeticità o sensibilità che spinge verso "la perenne ricerca dell’essere e dell'essenza".

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Dal 1975 ha proposto le sue opere in varie mostre da Perugia ad Arezzo, da Sulmona a Milano.
Nei suoi quadri ricorrono spesso: acqua, bastoni, tronchi di alberi e uomini con barba.
L’albero ha una vastissima simbologia. Tra questi spicca quella del simbolo della vita in continua evoluzione e che tende verso l’alto. C’è quindi il binomio vita-spirito, vita-morte, con un carattere di ciclicità cosmica. Ma l’albero è anche il mezzo di comunicazione di tre livelli cosmici: Il sotterraneo (con le radici), la superficie terrestre (col fusto ed i primi rami) e il cielo (rami superiori). Riunisce in sé tutti gli elementi: infatti l’acqua circola come linfa, la si integra col tronco tramite le radici, l’aria nutre le foglie, e il fuoco si sprigiona strofinandolo. L’albero costituisce pertanto un archetipo molto importante per l’essere umano anche per trattare le forze del Bene e del Male.
Anche il bastone ha diversi aspetti simbolici: può essere un’arma, anche magica può essere visto come appoggio per viandanti, per pastori o anziani. Ma è comune anche il bastone del comando sia dedi regnanti sia dei pastori religiosi sia dei maestri iniziatici. Inoltre ha varie simbologie filosofiche e religiose. Il bastone è, per molti versi, anche simbolo dell’organo maschile.
La barba è sempre stato simbolo di coraggio, saggezza e virilità. In molte culture antiche chi si radeva non era considerato. E gli stessi re ed eroi sono quindi rappresentati sempre con una folta barba. Iovene avverte in sé questo archetipo che riaffiora dal suo intimo e si manifesta nei suoi quadri.
Ma, nella psicologia e nell’interpretazione dell’inconscio l’albero, il tronco e la barba potrebbero essere anche interpretati come aspetti virili e del bisogno dell’uomo dell’amore e del contatto fisico.




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